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ALTRI SERVIZI

Interventi Formativi

Interventi Formativi - Ass. Antropos O.N.L.U.S.

In generale, il rapporto tra persona e mondo del lavoro é un argomento preso a simbolo per avallare tesi contrapposte, da quella che recita "non hanno voglia di lavorare", a quella che sostiene "non c'è niente da fare per la inoccupazione ", e così via.

Come é noto, questo rapporto si complica e si radicalizza quando si intreccia con storie, pregresse e/o presenti, di fragilità familiare, abbandono precoce della formazione scolastica, marginalità, devianza/e e detenzione/i. A queste persone, in età adolescenziale, il lavoro é stato spesso presentato in contrapposizione alla scuola "o studi o lavori"  più spesso come alternativa allo "stare per strada". Con il trascorrere degli anni hanno racimolato in modo casuale, precario ed improprio la loro formazione culturale, sociale e lavorativa, così da esserne compromessi sogni, speranze aspirazioni.

E proprio l’azione di spezzare sogni, integrità e dignità nella persona che esercita la precarietà del reddito, inteso come emancipazione, frustra nell’individuo lo stimolo ad aspirare per sé a qualcosa di meglio rispetto a quello che hanno fatto i genitori, i fratelli, gli amici. Questa mancanza di aspirazioni sembra trasmettersi in una coazione a ripetersi, quasi fosse un tratto genetico.

Ma, come si sa, il lavoro "qualsiasi", nell’attuale congiuntura economica, é il più difficile a trovarsi, se non a costo di un precariato e di una marginalità che alla lunga spezza l’integrità e la moralità della persona alimentando il ricorso all’illegalità e all’assistenzialismo. Maggiore o minore che sia lo svantaggio di partenza, ed il cumulo fra questo e il "danno" conseguente al loro vissuto di esclusione/emarginazione, il primo ostacolo da far superare, per un proficuo approccio, è quello della loro stessa convinzione di non essere né poter mai diventare "occupabili".

L’offerta di occupabilità dovrebbe, per essere più precisa, anche essere accompagnata da una attività formativa che si ispiri a principi di valorizzazione di sè (oltre che formazione tecnica), per evitare ricadute in pessimismi ancora più devastanti.

Con in mente questo obiettivo, nell’Aprile 2005,il Progetto “ Contrasto alle povertà” del Municipio Roma VII finanziato con fondi del Quadro Cittadino di Sostegno, prende inizio ed è portato avanti dall’Associazione Antropos onlus. Il progetto oltre ad uno sportello lavoro prevede l’attivazione di 24 Tirocini Lavorativi per le persone segnalate dai Servizi Sociali del Municipio.

Nel Settembre 2007 nel Municipio II si ripete l’esperienza dei Tirocini Lavorativi.L’intervento di sostegno all'inserimento lavorativo era rivolto a coloro che si trovavano in situazioni di particolari situazioni personali o socio-familiari per le quali il lavoro rappresentava elemento di superamento di tali condizioni e di integrazione sociale.

Tali interventi si sono concretizzati in:

a) Tirocinio di Addestramento al lavoro;
b) Formazione in Situazione;
c) Esperienze Socializzanti

E  si sono attuati attraverso un progetto " individualizzato" che prevedeva  i seguenti elementi indispensabili:
-
motivazione;
- finalità;
- tempi di inizio e fine del progetto;
- impegno settimanale dell'attività lavorativa;
- modi e tempi di verifica

Attualmente ci è stato rifinanziato e assegnato un nuovo progetto di Borse Lavoro Adulti che prevede l'impiego di n. 18 borsisti. 

Per ogni progetto di tirocinio sono stati fatti protocolli di intesa con le realtà produttive e, indispensabile per la riuscita del lavoro, è stata la figura del toutor che ha tenuto i contatti sia con il tirocinante che con un referente dell’azienza monitorando costantemente la riuscita del progetto individualizzato redatto con il servizio sociale inviante.

Assistenza Domiciliare Minori

Assistenza Domiciliare Minori - Ass. Antropos O.N.L.U.S.

Lo sviluppo armonico del minore, della sua personalità, della sua capacità di porsi in maniera autonoma e responsabile nei confronti della realtà, coinvolge in modo differenziato i molteplici piani della sua esistenza individuale: il piano della relazioni, delle emozioni e dei modelli comportamentali vissuti all’interno della famiglia di origine; le forme della socializzazione attraverso la scuola, il lavoro, il quartiere e i gruppi informali; il piano dell’accesso all’informazione e all’istruzione, quindi, come oggi giustamente si sottolinea, dello stesso accesso ai diritti soggettivi.

La famiglia, poi, rappresenta la più importante condizione di sviluppo e di rilancio che un minore può avere. Anche in quelle situazioni in cui la famiglia può apparire vincolo, ostacolo al percorso di recupero del minore, essa rimane la prima opzione su cui investire per sperare nell’avvio di un processo virtuoso che coinvolga l’intero nucleo e il minore in un processo di comune crescita e stabilità emotiva, con il sostegno della collettività e all’interno del loro contesto sociale di riferimento.

Una visione globale del problema e la capacità di fornire risposte flessibili in ambito territoriale sono dunque le premesse necessarie per una strategia di sviluppo personale e integrazione sociale dei minori. In questo scenario “ locale “ e “ vicinale “  per l’associazione il servizio SISMIF ha un ruolo strategico in relazione agli assi di intervento multi-dimensionali e prioritari che si deve dare quali:

    • L’intervento sul nucleo famigliare, il sostegno al ruolo e alle capacità genitoriali
    • L’attivazione delle risorse della collettività (reti formali ed informali di sostegno)
    • L’obbiettivo della riduzione della dispersione e dell’abbandono scolastico
    • Il sostegno psicologico, sociale, educativo ai singoli minori per favorirne l’autonomia personale, l’integrazione, la “competenza”
    • La promozione di spazi e di momenti alternativi, per facilitare il confronto, lo scambio di esperienze e una lettura, da parte dei giovani, più immediata e reale “delle realtà mediate” di cui sono vittima

 L’associazione ha organizzato pacchetti di servizi per tipologia di utenza.Tali pacchetti sono stati strutturati in base alla complessità riscontrata nei singoli casi.

Segnali

Segnali - Ass. Antropos O.N.L.U.S.

Il progetto nasce e si sviluppa nell’anno 2010/2011 ed è attualmente in fase di rifinanziamento (annualità 2011/2012).


Finanziato con fondi della legge 285/97 il progetto Segnali nasce  e si sviluppa in seguito ad una felice intuizione da parte del VII municipio del Comune di Roma relativamente ad una campagna sul tema delle differenze culturali realizzata da studenti delle scuole elementari, medie e superiori del territorio,coadiuvate da quattro strutture del privato sociale che operano con i giovani del territorio da diversi anni.

Risulta essere estremamente innovativo il fatto che strutture che altrimenti svolgerebbero il loro lavoro in modo autonomo sono state coinvolte ai fini della realizzazione di un progetto avente un contenuto estremamente delicato e importante:lo stereotipo e il pregiudizio legato alle culture immigrate e migranti.

Alla luce di queste considerazioni sono stati strutturati dei percorsi educativi con studenti delle scuole elementari, medie e superiori in modo tale da valorizzare tutti quegli aspetti legati alla conoscenza della diversità attraverso la valorizzazione di tutti quegli atteggiamenti tolleranti e includenti.

L’intervento è stato strutturato attraverso quattro distinti  momenti legati ad un unico filo conduttore:

  • Intervento diretto nelle classi

Attraverso il lavoro diretto con gli studenti, utilizzando una metodologia che permettesse di tarare l’intervento educativo relativamente alla fascia di età in oggetto (brain storming, giochi di ruolo,cerchio,disegno, interpretazione etc) e stato proposto un lavoro di riflessione relativo alla nascita e alla sedimentazione di atteggiamenti legati allo stereotipo e al pregiudizio sullo straniero.

Tale lavoro e stato concertato con le insegnanti.

  • Formazione Insegnanti

Al corpo docente è stato fornito un kit di materiale per approfondire le tematiche in oggetto.

  • Produzione Elaborati

Dopo aver affrontato questi temi  con i gruppi classi è stato proposto ai studenti l’elaborazione di un prodotto in grado di sensibilizzare i loro concittadini sul tema del razzismo.

  • Evento finale

Dopo la visione di uno spettacolo a tema, sono stati premiati i migliori elaborati prodotti.

A seguito dei numerosi lavori prodotti dai ragazzi e vista l’impossibilità di premiare tutti i partecipanti, come la buona pedagogia ci insegna, è stata fatta una pubblicazione divulgata in tutto il territorio.

Chi volesse approfondire il tema o semplicemente incuriosito da queste righe può consultare il sito: www.segnaliroma7.it 

Comunità Giovanili

La comunità giovanile è un progetto sperimentale che nasce con l’intento di offrire un luogo strutturato, autogestito e supervisionato da operatori di riferimento, per il gruppo dei ragazzi maggiorenni che altrimenti non trovano risposta dal territorio alle loro esigenze di crescita sociale.

È uno spazio offerto al ragazzo e alla ragazza, al di fuori dall’età di accoglienza previsto dal Centro di Aggregazione, per continuare un lavoro ludico - formativo a misura di “giovane adulto”.

Cerca di seguire un processo di autonomia e promozione del benessere giovanile che inizia con la Ludoteca (5 – 11 anni circa) e continua presso il Centro aggregativo (11 – 18 anni circa).

Il gruppo dei maggiorenni avrà dunque la possibilità di trovare un luogo fisico di incontro, alternativo alla strada, in cui sviluppare processi di sana socializzazione e attraverso cui divenire promotore di interventi ricreativi per la comunità dei più giovani.

All’interno di essa sono previste tre macro aree di attività:

  • la comunicazione: giornale on line e/o cartaceo in cui esprimersi creativamente e riportare mensilmente le iniziative e gli eventi effettuati;
  • lo sport: incontri sportivi amichevoli in cui divertirsi e incontrarsi con altre realtà giovanili;
  • la musica: gestione e utilizzo di una sala prove per giovani band locali. 


Finalità:

La comunità giovanile è dunque luogo di incontro, di confronto, di partecipazione e coinvolgimenti locali. Una nuova opportunità di protagonismo giovanile, oltre che input locale di integrazione sociale, di svago, di cooperazione e soprattutto possibilità di parola e ascolto.

Un nuovo punto di riferimento in cui crescere democraticamente tra sfoghi ludici e impegni sociali.

In avvio di tale processo associativo si cerca in particolare investire sulla peer education, al fine di favorire scambi tra pari che permettano ai ragazzi più motivati di “contaminare” gruppo e territorio giovanile.

 

 

 

 

 

Sistema di Valutazione per la Qualità del Servizio

Sistema di Valutazione per la Qualità del Servizio - Ass. Antropos O.N.L.U.S.

Per valutare la qualità del servizio offerto riteniamo necessario considerare la complessità della realtà in cui si opera.

L’ Associazione Antropos O.N.L.U.S. propone un sistema di monitoraggio dell’andamento dei servizi capace di rendere conto della multiprospetticità della valutazione (di lavorare, cioè, sulla relazione fra dati diversi di rilevazione del lavoro svolto e dei suoi risultati), in un'ottica sincronica e diacronica, ovvero con la possibilità di fotografare la realtà nel momento della rilevazione, ma anche di costituire termine di paragone per successive rilevazioni. Per fare questo ci serviamo di indicatori di verifica e di un sistema informatico di raccolta.

I risultati di tale sistema di valutazione verranno confrontati e dibattuti con i referenti della Pubblica Amministrazione e con i nostri clienti al fine di contribuire alla ricerca di nuove metodologie di intervento e di valutazione della qualità nel campo dei servizi di assistenza.

Per ogni servizio sono previsti, sistemi di rilevamento della qualità.

Questi sistemi si articolano in una serie di passaggi che definiscono e strutturano il nostro sistema di analisi e verifica della qualità del servizio.

Quest’analisi è articolata in fattori di qualità, indicatori di qualità e standard di qualità:

  • i fattori di qualità consistono negli aspetti individuati per la percezione della qualità del servizio;
  • gli indicatori di qualità sono variabili quantitative o parametri qualitativi che registrano un certo fenomeno;
  • gli standard di qualità rappresentano i valori attesi per ogni singolo indicatore

Sono escluse le analisi che riguardano aspetti per i quali esistono normative specifiche:

  • sicurezza = L. n. 626/90;
  • competenza = esistenza di titoli professionali;
  • trattamento dati personali = L. n. 196/03;
  • ecc

La valutazione degli indicatori segue il seguente processo:

1. adozione di schede di osservazione coerenti con i progetti  e gli obiettivi che l’associazione si prefigge.
2. Utilizzo di una griglia informatica per l'introduzione dei dati del tutto omogenea con il sistema di rilevazione cartaceo.
3. Compilazione del diario giornaliero e di schede di osservazione e di rilevazione dati che consentano di fare le rilevazioni secondo gli indicatori.
4. Registrazione dei dati nella griglia predisposta.
5. Rilevazione dei cambiamenti rispetto alle situazioni precedenti e degli scarti rispetto agli standard di qualità dichiarati. La loro valutazione comparata viene svolta periodicamente a seconda dei tempi di verifica dei progetti.
6. Restituzione degli esiti attraverso la produzione di report complessivo e ragionato su base annuale.
7. Redazione del piano di miglioramento. Sulla base delle rilevazioni effettuate, si ipotizza un percorso di miglioramento che possa essere condiviso sia con la Pubblica Amministrazione di riferimento, sia con i cittadini clienti dei servizi, sia con gli operatori dei centri. Il piano di miglioramento prevede, oltre alla descrizione delle singole voci su cui si intende andare a promuovere cambiamenti, indicatori specifici da monitorare per valutare l’efficacia effettiva delle azioni intraprese, tempi e modalità di verifica, specifica e complessiva.